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By 18 giugno 2014 news No Comments
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L’orto urbano condiviso al Velodromo di Palermo: l’agricoltura diventa social

Alle spalle del Velodromo, nel quartiere ZEN di Palermo, in via PV 46, lì dove si trovava un area a verde agricolo abbandonata da anni, in pochi mesi, è sorto il secondo orto urbano condiviso del Codifas (Consorzio di Difesa dell’Agricoltura Siciliana). I volontari del Consorzio, prima, e i novelli agricoltori palermitani, poi, hanno fatto il resto, cimentandosi, all’interno delle proprie parcelle di 60 mq, nell’antica arte del prodursi da sé ciò che poi verrà messo in tavola. Tutte le produzioni sono naturali. Infatti, secondo quanto stabilito dal regolamento del Consorzio, non è consentito l’uso di fitofarmaci o concimi di sintesi chimica. Inoltre, gli ortaggi verranno monitorati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia attraverso analisi di laboratorio gratuite che ne attesteranno la salubrità. Un tutoraggio esperto, garantito 7 giorni su 7 dalle 8:30 del mattino fino all’imbrunire, e retribuito attraverso il canone mensile di affitto (30 euro) per le singole parcelle, assicura un’assistenza tecnica costante e l’organizzazione degli interventi irrigui. Una sorta di condominio all’aria aperta in cui le persone si incontrano e si scambiano pareri, in cui ognuno impara dagli altri e da sé, e soprattutto si immerge in un ritmo esistenziale naturale che detta i propri tempi, e ai quali, meravigliosamente, bisogna uniformarsi. Gli ortisti, poi, aderenti ad uno specifico gruppo facebook, poco alla volta imparano a conoscersi e a condividere informazioni utili di carattere agronomico e organizzativo.

Ma l’orto urbano condiviso è anche un sistema in grado di trasformare questi cittadini in consumatori consapevoli, cambiandone la stessa prospettiva consumeristica: essere consapevoli di cosa comporta produrre derrate alimentari significa avere idonei strumenti di valutazione dei pericoli alimentari legati a ciò che viene acquistato al supermercato.

Ambrogio Vario, presidente del Codifas e vice presidente di Slow Food Sicilia, consapevole che la tracciabilità certa degli alimenti è ancora un sogno irraggiungibile in termini legislativi, ritiene, tuttavia, che nulla impedisca ai consumatori di renderla attiva, di praticarla, saltando la filiera commerciale per mettersi direttamente in relazione con i produttori locali, quelli a chilometro zero. È in quest’ottica che nasce l’altro progetto ambizioso del Codifas: la creazione di un Gruppo di Acquisto Responsabile. Un modo per promuovere e sostenere una forte alleanza tra produttori siciliani selezionati e cittadini consumatori, sotto l’egida di quella che viene definita da Ambrogio Vario: Agricoltura BioEtica. Un’agricoltura, cioè, capace di conciliare forme di sostenibilità ambientale ed economica, con la responsabilità morale da parte di chi produce. Un’agricoltura che mette al centro delle proprie “speculazioni” l’essere umano, la promozione della salute, il rispetto per l’ambiente e, perché no, per il portafoglio del consumatore. Ultimo obbiettivo questo non sempre facilmente raggiungibile dalle produzioni biologiche certificate a norma CEE, gravate da costose e farraginose procedure burocratiche, non sempre, però, capaci di assicurare al consumatore finale ciò che certificano.

Il cittadino consumatore, ortista o meno, è invitato così a divenire parte attiva, a farsi primo garante della propria salute. Il contatto diretto con i produttori locali viene favorito da piccole fiere organizzate con cadenza regolare, l’EcoMercato, il cui prossimo appuntamento, aperto al pubblico, avrà luogo presso l’orto del Velodromo sabato 21 giugno, dalle ore 16:30 alle ore 20:30 . Una piattaforma online, consultabile nel sito del Consorzio ( www.codifas.it) , nel prossimo futuro, consentirà agevolmente di visionare le differenti tipologie di prodotti prenotabili e acquistabili.

Ecco un esempio di come l’unione dei cittadini attivi e responsabili possa creare dal basso cambiamento e rinascita.

Di Antonella Sacco

Un frammento del video sull’inaugurazione dell’orto allo Zen: