Cambiamo la notte palermitana e liberiamola dall’illegalità

By 26 luglio 2014 news No Comments
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Nella splendida cornice della cala al ‘Nautoscopio’, si è svolto ieri 24 luglio l’incontro organizzato da Social Street Palermo per discutere il “Regolamento sullo sviluppo sostenibile ai fini della convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private, pubbliche e demaniali”.

L’incontro è stato organizzato attraverso la metodologia “Social Street Palermo”.
“Si è discusso in un gruppo aperto a tutti su facebook e solo dopo pochi giorni si è sentita l’esigenza di incontrarci, abbiamo pubblicizzato la giornata con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei principali interessati all’argomento ovvero i cittadini e gestori dei locali” afferma Angelo Zito, coordinatore dell’evento.

Al dibattito hanno partecipato l’Assessore alle Attività Produttive, Giovanna Marano, tanti residenti, molti dei quali del Centro storico, proprietari di locali, associazioni, musicisti e rappresentanti della vita notturna palermitana.

“Un incontro partecipato e utile all’amministrazione per ascoltare le esigenze di tutti ed entrare in sintonia con i residenti e con le imprese. Il diritto alla quiete è un diritto inviolabile così come lo è la tutela delle attività produttive e dei giovani che vogliono divertirsi. Ci stiamo impegnando per promuovere una nuova modalità di divertimento, proteggendo le nuove generazioni e garantendo i locali notturni che generano economia nel territorio in piena legalità” ha affermato Giovanna Marano, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Palermo.

Durante l’incontro è emerso che il regolamento è un punto di inizio verso la lotta all’illegalità che gestisce la vita notturna palermitana. “La concorrenza sleale degli abusivi non garantisce lo sviluppo delle attività produttive, che hanno permesso al centro storico di rinascere” affermano molti proprietari di locali. “A Palermo i disco pub in regola per fare musica sono pochissimi. Questo regolamento rischia di fare perdere posti di lavoro e turismo. In ogni caso io sono per la legalità e mi adeguerò al rispetto dello stesso” afferma Pippo Pitarresi. “Per la prima volta è emerso con chiarezza che prigionieri e vittime di prepotenza, incuranza ed abusi sono tanto i residenti quanto i gestori – ha affermato Antonio Ferrante dell’ Ass. Vivo Civile – ed insieme dobbiamo impegnarci per segnalare ogni violazione e distogliere i giovani dal frequentare chi lucra sull’illegalità a danno di tante aziende serie.”
“Vivo in corso Vittorio Emanuele e la notte è impossibile dormire, la colpa non è dei normali locali ma di alcuni garage che dopo le 24,00 cambiano identità e trasformano i vicoli in discoteche all’aperto anche fino alle 6,00” afferma Fillippo Trubia.
Molte le proposte emerse: “Perché non cominciare a suonare alle 21,00? Potrebbe essere una soluzione per rispettare la quiete dei residenti del centro storico – afferma Dario Sulis. “Educhiamo i giovani a bere nel rispetto di se stessi e degli altri” afferma una mamma. “I locali potrebbero costituire un importante punto d’inizio per una educazione civica. Istituiamo un marchio di qualità per i locali virtuosi, pedonalizziamo le aree della movida per impedire agli users di arrivare con lo stereo a palla” afferma Olivia Ferro. “Ho un B&b in centro ed i turisti scappano, la mia vita è dedicata a denunciare costantemente contro i continui rumori notturni” afferma Elena.
Il dibattito è stato animato e molto intenso. In tantissimi hanno espresso un’opinione e fatto delle proposte interessanti. Il comune denominatore è certamente la lotta all’illegalità ed ogni intervento è basato su questo. “Non vogliamo più subire la cultura mafiosa. Vogliamo più controlli. Ci vorrebbe l’interforce. I vigili spesso subiscono le minaccie dei “mafiosetti” di quartiere” affermano tanti cittadini presenti all’incontro.
“Abbiamo cominciato la lotta alla “mafiosità e facciamo fronte comune per sconfiggerla definitamente”. Questo è l’appello conclusivo che l’Assessore ha fatto a tutti i partecipanti.